Benvenuti nell’era dell’accesso…….nel multiforme universo dell’economia condivisa (il commons per dirla con Rifkin) in cui riconosciamo una molteplicità di pratiche  – dal cohousing, al coworking, dall’open source ai social street per rifarci alle più conosciute – le piattaforme collaborative digitali occupano un posto di rilievo non fosse altro perchè promuovono forme di relazione tra persone finalizzate alla collaborazione tra pari. L’oggetto di questa relazione può riguardare l’affitto, la condivisione, lo scambio oppure la vendita di beni, di competenze, di tempo, di spazio e così via. Quel che importa è che le piattaforme collaborative digitali mettono direttamente in contatto gli individui, disintermediano la connessione, non erogano prodotti e servizi ma, come dicevamo all’inizio, facilitano le relazioni sociali e la valorizzazione di risorse im-materiali. Le piattaforme collaborative sono quindi delle infrastrutture digitali che facilitano, regolano attraverso un proprio sistema reputazionale, promuovono, e distribuiscono il bene sempre più scarso della socialità e della fiducia negli altri.